Fiducia consumatori Usa cresce molto più delle attese in novembre
La fiducia dei consumatori, un indice chiave per gli Stati Uniti specialmente quando si avvicinano le festività di fine anno, è salita a quota 107,1 a novembre, facendo decisamente meglio delle attese del consensus. I consumatori americani, che contribuiscono con i loro acquisti a quasi un terzo del Pil della prima potenza economica al mondo, sono insomma più ottimisti sulle previsioni economiche nel mese in cui ha inizio la furia dello shopping pre-natalizio e post Thanksgiving.
L’indice è salito dai 98,6 punti di ottobre, issandosi ai massimi da luglio del 2007. Gli economisti interpellati da Reuters puntavano in media su un risultato pari a 101,2 punti per la fiducia dei consumatori. Il sondaggio viene considerato un importante barometro delle abitudini di consumo dei cittadini americano, in quanto misura la fiducia nelle condizioni aziendali, nell’economia a breve termine, nel mercato del lavoro e nella propria situazione finanziaria.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.