Ferrari giù in Borsa, Cina impone tassa del 10% sulle auto di lusso

1 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Se il titolo Ferrari cede quota stamattina in Borsa è per colpa di una misura annunciata in Cina. Nel quadro di un maxi piano di austerity e protezionismo, le autorità hanno deciso di imporre una tassa straordinaria del 10% sull’acquisto di auto di lusso. La misura ha l’obiettivo di scoraggiare il consumo di beni di lusso da parte delle élite socio-politiche ed economiche. L’imposta sarà applicata sugli acquisti di auto del valore superiore a 1 milione e 300 mila yuan (177 mila euro circa). Il titolo Ferrari cede circa l’1,35% a 51 euro a Piazza Affari (segui live blog)a fronte di un mercato generale poco variato.

È l’ennesimo giro di vite del presidente della Cina Xi Jinping contro le élite della seconda potenza economica della Terra. Il partito Comunista vuole ridimensionare l’alto tenore di vita delle personalità politiche e dei banchieri del paese. Va ricordato che la Cina aveva già introdotto un’imposta del 25% sulle auto straniere importate in Cina. Le vetture importate in Cina ogni anno raggiungono le 10 mila unità nel settore ultra-lusso contro le oltre 20 milioni di auto passeggeri vendute su quello che rappresenta il mercato automobilistico numero uno al mondo.