Fed, Yellen: banche più solide rispetto a crisi, regole più severe per le too big to fail
Occhio alle dichiarazioni di Janet Yellen, numero uno della Federal Reserve sulle condizioni di salute e sulla supervisione delle banche.
Yellen ha sottolineato che le condizioni finanziarie delle principali banche Usa si sono “rafforzate in modo considerevole” dai tempi della crisi finanziaria e ha parlato allo stesso tempo del piano della Fed, teso a fare in modo che gli istituti più grandi abbiano maggiori cuscinetti di capitale, e che invece le banche minori facciano fronte a minori richieste.
Yellen afferma che le otto principali banche di importanza sistemica a livello globale – quelle che sono definite anche too-big-to-fail – hanno assistito a un aumento di capitale di quasi $800 miliardi dal 2008. Yellen sta parlando alla Commissione di servizi finanziari della Camera Usa.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.