Fed, Evans: non è scontato che raggiungeremo obiettivi inflazione
Anche se dice di non essere “nervoso” per via dell’inflazione bassa, il presidente della Fed di Chicago Charles Evans ha fatto notare che non è sicuro che la Federal Reserve riuscirà a centrare l’obiettivo del 2% prefissato.
Sebbene i prezzi al consumo siano saliti negli ultimi tempi, avvicinandosi al target del 2% della banca centrale, uno dei rappresentanti più ‘colomba’ del comitato di politica monetaria della Fed è ancora preoccupato. L’inflazione ‘di fondo’ (esclusi elementi volatili come alimentari ed energia) è salita al tasso annuale dell’1,7%, ma un “paio di fattori segnalano ancora a un’inflazione bassa” secondo Evans.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.