Fed Day è qui, le previsioni su tapering, tassi e dot plot: ecco fino a dove arriveranno i tassi nel 2024

15 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

“In occasione della riunione della FED di oggi, ci aspettiamo che il Federal Open Market Committee (Fomc, braccio di politica monetaria della Fed) imprima un’accelerazione alla riduzione del ritmo di acquisto di asset, già introdotta a seguito della riunione di novembre dopo una forte crescita economica (offerta di lavoro e crescita dei consumi) e un aumento delle pressioni inflattive”. Così François Rimeu, Senior Strategist di La Française AM, nella nota con cui anticipa ciò che la Fed potrebbe annunciare oggi, alle 20 ora italiana, in merito alla direzione della politica monetaria Usa.

“In dettaglio – scrive Rimeu – riteniamo che la FED annuncerà il raddoppio del ritmo del tapering, arrivando a 30 miliardi di dollari al mese a partire da metà gennaio 2022 (inizialmente aveva annunciato la cifra di 15 miliardi). Ciò comporterebbe la fine del Quantitative Easing a marzo 2022 (e non a giugno). Di conseguenza, il grafico dot plot mostrerà rialzi dei tassi prima del previsto: due l’anno prossimo (0,625%) e altri cinque fino al 2024 (tre nel 2023, dell’1,375%, e due nel 2024, dell’1,875%). I FED fund di lungo periodo rimarranno invariati al 2,5%”.

Per il senior strategist di La Française AM, “le dichiarazioni programmatiche rifletteranno questi cambiamenti di politica monetaria più aggressiva”.

D’altronde, “stando alle ultime affermazioni del presidente Powell, la FED non sosterrà più che l’inflazione più alta sia ‘temporanea’. Powell continuerà tuttavia a sottolineare che le pressioni sui prezzi dovrebbero allentarsi entro il prossimo anno. Metterà anche in risalto il fatto che continuare ad avere un’alta inflazione può mettere a rischio la durata dell’espansione economica e, perciò, costituirebbe un pericolo per quanto riguarda il fronte dell’occupazione, ovvero il secondo mandato del Federal Open Market Committee. Ci aspettiamo inoltre che il presidente Powell sottolinei che le prossime decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati macro-economici”.

“Siamo dell’idea che il SEP (Summary of Economic Projections) mostrerà una crescita inferiore per il 2021 (dal 5,9% al 5,5%), ma una crescita più alta del PIL nel 2022 (dal 3,8% al 3,9%), con una crescita invariata nel 2023 e 2024 (rispettivamente al 2,5% e al 2%). Infine – continua l’esperto – il FOMC dovrebbe rivedere le proprie previsioni di un’inflazione del PCE (Personal Consumption Expenditures/Spese personali di consumo) più alta, con previsioni in aumento dal 4,2% al 5,3% nel 2021, dal 2,2% al 2,4% nel 2022, e invariate nel 2023 e 2024, rispettivamente al 2,2% e al 2,1%”.

“In sintesi – conclude l’esperto – nel caso in cui l’inflazione continuasse a rimanere alta, ci aspettiamo che il Presidente Powell prepari gli investitori ad aumenti dei tassi di interesse nel 2022. Ci aspettiamo che metta in evidenza che la politica della FED continuerà a essere flessibile e che le tempistiche sui rialzi dei tassi dipenderanno dai dati. Con i trader che stanno già pesando l’impatto potenziale di una politica monetaria meno generosa, non c’è margine d’errore. Crediamo che vedremo alta volatilità ma, alla fine, un esito ‘prudente’ della riunione, che sottolinei la forte incertezza del momento”.