Fed alla finestra, lascia fermi i tassi tra 0,25-0,5%. Stretta entro fine anno
NEW YORK (WSI) – Tutto come previsto: la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati nell’intervallo compreso tra 0,25-0,5%.
E’ quanto si legge nel comunicato pubblicato dal Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, al termine di una riunione durata due giorni.
Si tratta della quinta volta di seguito che l’istituto guidato da Janet Yellen non ha toccato il costo del denaro, alzato per la prima volta nel dicembre 2015. Allora ci fu la prima stretta dal giugno 2006.
Guardando avanti, gli analisti puntano tuttavia ad una stretta entro fine anno. Da recenti sondaggi del Financial Times, emerge infatti che gli economisti danno la stretta entro fine anno al 50%.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play