FCA, Marchionne parla di Brexit. E di Alfa Romeo in Formula 1
ROMA (WSI) – Il concretizzarsi di uno scenario Brexit “andrebbe a sfilacciare l’Unione europea”. È quanto ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA. “l’Ue ha già ha bisogno di conferme continue. Se comincia a perdere pezzi, diventa problematico anche il resto”.
Detto questo, nel caso specifico di FCA, secondo Marchionne le conseguenze non sarebbero molto rilevanti, rispetto all’impatto generale.
“Non credo che sia il problema più importante di una Brexit la sede fiscale di Fca. E questo non lo dico per incoraggiare gli inglesi a uscire”.
In occasione della conferenza stampa indetta nel Salone dell’Auto di Ginevra, Marchionne ha parlato anche di Ferrari e di Alfa Romeo, sottolineando in particolare che l‘eventuale ritorno di Alfa Romeo in Formula 1 “sarebbe una grandissima cosa” e la Ferrari potrebbe aiutarla facendo “da spalla”.
“Credo che l’Alfa andrebbe bene in Formula uno anche per ragioni storiche. Non è uno sport per tutti”.
In ogni caso l’Alfa Romeo lancerà due nuovi modelli di auto dopo il 2018.
“Stiamo analizzando la situazione. Ho visto le scocche di un modello a Cassino e non c’è molto per completarlo. Ci serve tempo per la sequenza dei modelli”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo