Fca, Elkann: “A Mirafiori iniziati lavori per la nuova linea della 500 elettrica”
I prossimi vent’anni saranno determinanti per ridisegnare il settore dell’auto e rappresentano una grande opportunità per Fiat Chrysler Automobiles e per le aziende della filiera.
Così il presidente di Fca John Elkann parlando al Museo dell’auto di Torino, davanti ai vertici e ai delegati dell’Amma, annunciando anche l’avvio nello stabilimento di Mirafiori dei lavori per la nuova 500 elettrica.
Nello stabilimento di Mirafiori sono iniziati i lavori preparatori per installare la linea della nuova 500 elettrica e l’avvio produttivo è previsto nei primi mesi del prossimo anno (…) La prima generazione della 500 elettrica l’abbiamo lanciata sette anni fa, in California, e oggi è tra le vetture elettriche più vendute degli Stati Uniti la Pacifica ibrida è stata il primo minivan elettrico del settore, continua a ricevere premi come migliore motore elettrico ed è anche la quarta vettura ibrida plug-in più venduta degli Stati Uniti. Questa è l’esperienza che useremo, qui in Italia, per produrre le vetture ecologiche previste nel nostro piano industriale, che vedrà oltre 5 miliardi di investimenti ed è centrato proprio sui veicoli puramente elettrici e sugli ibridi plug-in”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo