FCA: effetto COVID-19 sulla trimestrale. Perdita netta di 1,7 miliardi di euro
FCA chiude il primo trimestre con risultati che riflettono gli impatti del COVID-19 con una perdita netta di 1,7 miliardi di euro e perdita netta adjusted di 0,5 miliardi di euro.
Nel dettaglio le consegne globali complessive sono pari a 818.000 unità, in calo del 21% per la sospensione temporanea della produzione in tutte le Region e la caduta della domanda a livello globale, mentre l’EBIT adjusted a 0,1 miliardi di euro. Il Free cash flow industriale è negativo per 5,1 miliardi di euro, con un impatto negativo del capitale di funzionamento pari a 3,5 miliardi di euro in parte dovuto alla stagionalità negativa, accentuata dagli effetti del COVID-19.
Il Gruppo, si legge in una nota, è pronto a riprendere la produzione quando le condizioni lo consentono, con misure intraprese a protezione dei dipendenti ed a sostegno delle comunità in cui opera, gestendo al
contempo la liquidità e la solidità finanziaria. Come ha affermato il CEO Mike Manley:
In queste avversità senza precedenti FCA ha sempre dato priorità alla salute e alla sicurezza delle proprie persone e comunità. La pandemia ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sulle nostre attività. Ho piena fiducia che, grazie all’esperienza dei nostri leader e alla dedizione dei nostri dipendenti, saremo in grado di attraversare questa crisi emergendone ben posizionati per crescere e prosperare.”
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo