Facebook, titoli balzano al record di sempre dopo i conti
I titoli Facebook hanno raggiunto i massimi di sempre dopo che il colosso dei social media ha riportato profitti in rialzo grazie alla sua base utenti enorme. Le entrate da attività pubblicitarie su mobile e video hanno alimentato la crescita degli utili. Una delle sfide cruciali per l’universo delle startup attive su Internet è quello di saper monetizzare e concretizzare in utili e ricavi il successo di utenti. Il gruppo confondato e guidato da Mark Zuckerberg stavolta sembra esserci riuscito.
Il secondo trimestre si è infatti chiuso con profitti quasi triplicati rispetto a un anno prima superando le stime. Negli scambi after hours i titoli hanno guadagnato più del 6% superando per la prima volta i 130 dollari per azione. Per Facebook il trimestre scorso ha visto un utile netto pari a 2,055 miliardi di dollari, in rialzo del 186% dai 719 milioni di dollari dello stesso periodo dello scorso anno. L’utile per azione (EPS) è cresciuto a 71 da 25 centesimi di dollari, ma al netto di voci straordinarie sono passati a 97 centesimi da 50 per azione contro le stime degli analisti che erano ferme a 82 centesimi.
Breaking news
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererĂ l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacitĂ produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarĂ soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale