Eurozona, produzione industriale subisce brusca contrazione in autunno
A inizio autunno c’è stata una brusca battuta d’arresto per l’economia dell’area euro rispetto all’andamento estivo: la produzione industriale ha subito una contrazione dello 0,8% in Eurozona a settembre. Anche l’Unione Europea ha accusato una caduta, anche se lievemente meno rovinosa (-0,7%).
I dati positivi di agosto erano stati probabilmente un fuoco di paglia. Allora la produzione industriale si era espansa dell’1,8% e 1,6% rispettivamente. Rispetto a settembre 2015, tuttavia, la produzione industriale è aumentata dell’1,2% in entrambe le regioni.
In Italia, riferisce sempre l’Eurostat, la produzione industriale si è ridotta dello 0,8% in confronto alla buona performance di agosto ed è invece aumentata dell’1,8% rispetto all’analogo periodo 2015.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo