Ennio Doris: ‘per 50 anni in Italia investimento azionario penalizzato. C’è voluto Renzi per dare vita ai Pir’

22 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

“L’Italia ha scontato delle decisioni politiche negative. Per 50 anni l’investimento azionario è stato penalizzato. Abbiamo perso grandi opportunità con le pmi. C’è voluto Renzi, nel 2017, per dare vita ai Pir”. Così Ennio Doris in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui commenta anche la decisione di dimettersi dalla presidenza di Banca Mediolanum. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri. Doris ha continuato: “Pensate a quanto sostiene il Nobel per l’Economia Daniel Kahneman, all’impatto dell’emotività sugli investimenti. I piani di accumulo sono uno strumento straordinario: combattono l’emotività”.

Al Corriere Doris ha detto: “Ho 81 anni. Un’azienda delle dimensioni di Banca Mediolanum richiede molte attenzioni. Da presidente onorario potrò essere ancora utile, facendo le cose che mi piacciono di più e dedicandomi anche alla famiglia. Sono stato fortunato: non si trova spesso un padre a cui succede un figlio con le medesime caratteristiche. A me è successo, come a Maldini, a Mazzola. E questo mi lascia tranquillo”.

Così ha detto anche a Radiocor: “Erano ormai almeno un paio di anni che meditavo di alzare il piede dall’acceleratore ed avere quindi un ruolo meno impegnativo”. Doris ha aggiunto comunque di avere “in mente tanti progetti per gli anni a venire, non solo di business, a cominciare dal proseguire sempre più nella direzione della restituzione a chi ne ha bisogno, ai più deboli e meno fortunati, in linea con i valori che da sempre mi ispirano”.

Sulla carica di presidente onorario, la stessa Banca Mediolanum ha scritto nella nota che “a quest’ultimo Comitato il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale unanimi hanno proposto la nomina di Ennio Doris a Presidente Onorario, nomina da effettuarsi in occasione di una prossima Assemblea degli Azionisti che sarà chiamata a deliberare anche in merito alle opportune modifiche statutarie – già approvate dal Consiglio di Amministrazione – al fine di prevedere tale figura”.