Eni, maxicorruzione in Nigeria: Descalzi e Scaroni rischiano di andare a processo
I pm che indagano sul caso di corruzione internazionale che vede coinvolta l’Eni in Nigeria hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ad Claudio Descalzi e il suo predecessore, Paolo Scaroni, i quali ora rischiano di finire sotto processo. I fatti si riferiscono al miliardo e 92 milioni di dollari che Eni avrebbe sborsato in cambio della concessione Opl-245 da parte del governo nigeriano. Grazie a quest’operazione sarebbe stato possibile avviare l’esplorazione petrolifera al largo del Paese africano. Secondo gli inquirenti l’importo pagato da Eni avrebbe raggiunto l’intero valore della commessa in questione.
Il titolo Eni sottoperforma a Piazza Affari con un calo del 2,11% a 13,9 euro.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.