Eni e Saipem: lavoratori pronti allo sciopero. Quale il futuro di Versalis?

14 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) –  I lavoratori Eni e Saipem incroceranno le braccia il 20 gennaio. A proclamare lo sciopero i sindacati al termine del tavolo di incontro con i vertici aziendali, tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per l’affaire Versalis, la società operante nel settore della chimica dell’Eni oggetto di un piano di trasformazione.

In una nota pubblicata subito dopo l’incontro, la società Eni afferma:

“Lo scenario mondiale e di business in continua evoluzione, evidenzia ancora, nonostante l’impegno profuso, limiti strutturali che necessitano l’individuazione di un partner per garantire continuità al piano investimenti sviluppato da Eni, assicurando il programma di sviluppo di Versalis e rafforzandolo ulteriormente (…) Eni ha confermato l’importanza del piano di trasformazione di Versalis, che nel breve termine ha consentito di riportare il comparto di business, in forte perdita da anni, a registrare risultati positivi già a partire dai primi 9 mesi del 2015. La strategia di trasformazione è centrata sulla focalizzazione in prodotti ad alto valore aggiunto (specialties), sulla razionalizzazione ed efficienza delle operazioni, sullo sviluppo internazionale attraverso partnership strategiche con importanti operatori mondiali e sullo sviluppo della chimica verde”.

Risposta dell’Eni insufficiente. Così ha dichiarato il segretario della Uiltec Paolo Pirani.

“La mobilitazione continuerà. Oggi l’Eni non ha assunto alcun significativo impegno rispetto al tema fondamentale che noi abbiamo posto: il destino della chimica e della chimica verde in questo Paese”.

Insoddisfatto anche il leader della Uil Carmelo Barbagallo, secondo cui il governo deve fare la sua parte con la politica industriale, mentre per Giuseppe Farina della Cisl la soluzione potrebbe essere quella di mantenere “il progetto della chimica verde e che questo progetto venga assicurato dall’Eni”.