Eni e l’Ipo per retail gas & power e rinnovabili: Equita indica i 3 motivi per cui la quotazione può creare valore

8 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Eni ancora in primo piano a Piazza Affari in campagnia di altre big italiane del comparto petrolifero sostenute dal nuovo allungo rialzista delle quotazioni del petrolio (Wti è a ridosso degli 80 dollari, mentre il Brentsi muove sopra la soglia di 83 dollari). Tra le migliori del listino milanese Saipem e Tenaris che guadagnano rispettivamente il 2,2% e l’1,9%, mentre Eni registra un +1,4% a 11,75 euro. Nell’ultimo mese il titolo del Cane a Sei zampe ha messo a segno una crescita dell’11% circa, con un +37,4% da inizio anno. Osservando la view degli analisti, in media il consensus raccolto da Bloomberg indica per Eni un prezzo obiettivo a 12,48 euro con potenziale upside del 6% circa. Sempre il consensus degli analisti su Bloomberg indica su Eni il 51,6% di giudizi Buy e il 38,7% Hold, mentre il 9,7% è posizionato sul Sell.

Eni e l’Ipo del 2022
Si candida ad essere la maggiore Ipo del 2022 a Piazza Affari. Ieri Eni ha annunciato l’avvio dell’iter per l’Ipo del business del business che integra le attività retail gas&power e quelle relative alle rinnovabili (Eni R&R). Un’operazione in cui il gruppo guidato da Claudio Descalzi manterrà la partecipazione di maggioranza nella nuova società quotata e punta a completare l’operazione nel corso del 2022, in base alle condizioni di mercato. I dettagli sull’iniziativa, incluso il nome della nuova società, verranno illustrati dal Cane a sei zampe nel corso del capital markets day in calendario il 22 novembre prossimo. “Puntiamo a diventare leader nella produzione e commercializzazione di prodotti completamente decarbonizzati e questa Ipo è un passo importante verso l’obiettivo”, ha commentato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

Equita apprezza Ipo e indica i 3 motivi per cui la quotazione potrà creare valore
“Apprezziamo che l`Ipo sia stata considerata come la migliore soluzione per valorizzare il business”, affermano gli analisti di Equita che confermano la raccomandazione di acquisto (rating buy) e target price di 13 euro su Eni. Equita ritiene inoltre che l’Ipo possa creare valore per tre ragioni: permettendo l’accelerazione del processo di transizione energetica e i relativi investimenti tramite la riduzione del debito; quotando una società che avrà multipli significativamente superiori a quelli di Eni; e rendendo indipendente dal punto di vista operativo e finanziario la nuova società che potrà attrarre investitori (debito e equity) preclusi alle società esposte al oil&gas.

Il punto tecnico su Eni (a cura dell’ufficio studi di Borse.it)

Eni, nonostante abbia recuperato oltre il 100% dai minimi di fine ottobre 2020, rimane ancora lontano dai massimi pre-Covid a 14,4 euro. Dopo aver quasi toccato la media mobile a 200 periodi, il titolo ha dato il via a metà luglio a un rimbalzo che è stato interrotto contro gli 11 euro. Brutto il seguente gap down che ha fatto scivolare Eni in area 10,3 euro. Da qui il titolo ha avviato un poderoso rimbalzo fino a toccare il massimo di periodo a 11,9 euro il 5 ottobre. In tale scenario, le prese di beneficio in atto potrebbero portare alla rottura di 11,4 euro con successivi target a 11 e 10,6 euro, area di prezzo dove passa anche la trend line rialzista avviata dai minimi di ottobre 2020 e confermata a luglio di quest’anno. Al rialzo, invece, servirà il sorpasso in forza (volumi e volatilità) di area 12 euro per poter mettere nel mirino 12,3 e 12,7 euro.