Borsa, Eni: cessioni quote Saipem sopra il 5%? Solo con ok FSI

3 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Per poter cedere pacchetti di Saipem superiori al 5%, Eni dovrà ottenere il via libera in via preventiva da parte del Fondo Strategico Italiano (FSI). È quanto emerge dalla pubblicazione del patto di sindacato fra Eni e Fsi in base al quale il 25,006% delle quote di Saipem saranno vincolate.

Nel progetto di rimodulazione del debito, il Fondo Strategico Italiano si è impegnato da una parte ad acquistare da Eni che detiene attualmente il 42,9% di Saipem, il 12,5% di essa e dall’altra a partecipare alla ricapitalizzazione da 3,5 miliardi da sottoporre alla prossima assemblea indetta il 2 dicembre venturo. La partecipazione di Eni in Saipem verrà così ridotta al 30,4% e vincolerà il 12,5% al patto di sindacato. L’accordo durerà tre anni prorogabili di altri 3 tranne in caso di disdetta da comunicare 6 mesi prima della scadenza.

Potranno essere trasferite le azioni non sindacate, “fermo restando che qualsiasi trasferimento, da parte di Eni, di una partecipazione di azioni non sindacate superiori al 5% del capitale ordinario di Saipem in favore, direttamente e/o indirettamente, di un medesimo soggetto” – come si legge nel patto – “sarà soggetto alla preventiva espressione di gradimento da parte di Fsi”. Unica eccezione per i trasferimenti in favore di investitori finanziari di natura istituzionale, comprese le banche,  gli intermediari autorizzati, le società assicurative, i fondi di investimento e i fondi sovrani.

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