Enel sprofonda ai minimi a 10 mesi, rischio maxi-batosta in Spagna

15 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Debacle a Piazza Affari per il titolo Enel, sprofondato ai minimi a oltre 10 mesi. Il governo spagnolo ha annunciato che intende calmierare le bollette recuperando 2,6 mld di euro dalle compagnie energetiche fino al prossimo marzo, obbligandole a restituire i “profitti straordinari che hanno realizzato” in virtù dell’aumento dei prezzi del gas nel mercato all’ingrosso.

La decisione annunciata ieri per contrastare l’aumento delle bollette non manca di ripercuotersi sui grandi player che operano sul mercato spagnolo, a partire dall’italiana Enel (che controlla l’iberica Endesa). 

La mossa della Spagna e le stime degli impatti su Enel

Il governo Sanchez ha così deciso di tagliare le tasse puntando ai “profitti in eccesso” delle utility per contrastare l’impennata dei prezzi dell’energia e abbassare le bollette ai livelli del 2018.

Il nuovo clawback spagnolo sui prezzi del gas, simile a quanto fatto sul carbone, agisce come un limite al prezzo dell’energia raggiunto da tecnologie come il nucleare, l’idroelettrico e i vecchi parchi eolici. La quantità di gas superiore a €20/MWh sarà recuperato del 90%. Il ministro della transizione ecologica stima un impatto di 2,5 miliardi di euro per un anno per l’intero settore, assumendo il 50% di efficienza termica alle centrali CCGT (che fissano il prezzo marginale).

“Cattive notizie dalla Spagna”, è il titolo del report odierno di Barclays che mantiene comunque overweight sul titolo con target price sceso a 9,90 euro (minato leggermente dai 10 euro precedenti) in virtù della limatura al ribasso delle stime di EPS 2022 dettata dall’impatto del meccanismo di clawback per Endesa.

In scenario peggiore rischio batosta da 1 miliardo 

Anche Equita rimarca come la mossa del governo spagnolo sia negativa essendo un peggioramento dell’environment regolatorio e l’impatto per Enel andrà chiarito con i dettagli e potrebbe variare da un worst case one off di 1 miliardo di euro a un best case di circa 100-200 milioni nel caso di conteggio degli hedge già chiusi.

Nella bolletta elettrica per la famiglia tipo sul mercato tutelato il costo della materia prima (energia elettrica) conta per il 57%, le spese di vendita per l’8%, la distribuzione il 18%, gli oneri di sistema l’11% e le imposte il 13%. Non sembrerebbe quindi esserci al momento, dice Equita, un rischio di una soluzione come in Spagna con interventi a sfavore degli operatori elettrici, ma il governo cercherebbe una soluzione che porti ad un’eliminazione degli oneri generali in bolletta, già circolata sui giornali nei giorni scorsi, e lo spostamento di altre voci sulla fiscalità generale.

Bagarre legale sarà inevitabile

La misura decisa dal governo spagnolo sarà in vigore fino a marzo 2022 (il governo presume che i prezzi del gas cominceranno a scendere per allora). “Stimiamo che l’entità dell’impatto negativo per Enel sia superiore a 200 milioni prima delle imposte per il 2021 e un importo simile per il 2022”, argomenta Barclays ricordando come la spagnola Endesa rappresenta circa il 30% dell’ebitda del gruppo.

Considerando che la misura non è stata discussa con il settore e che si tratta di un recupero su prezzi contrattuali a termine inferiori ai prezzi di mercato di oggi, Barclays ritiene che le compagnie elettriche contestino la legge in quello che potrebbe essere un lungo iter legale.