Emergenti: la Cina affossa le performance? Ecco il punto di Moneyfarm

20 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Si va verso la stagione autunnale, con gli investitori che appaiono focalizzati sui mesi che ci separano dalla fine dell’anno per capire se saranno in continuità con un inizio stellare o se, in qualche modo, la rincorsa dei mercati è destinata a rallentare o, addirittura, a cambiare traiettoria.

Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, si concentra sull’azionario emergente, indicando che “la performance negativa dell’azionario cinese continua a penalizzare le performance di tutto il comparto emergente“. “La domanda da porsi è se i recenti cali abbiano aperto delle possibilità lato valutazioni – spiega l’esperto -. I prezzi sono relativamente bassi in questo momento e ciò potrebbe rappresentare un’opportunità: da un lato l’investitore deve valutare se lo sconto è tale da compensare l’effetto dell’incertezza politica sul contesto di mercato e, dall’altro, se i fondamentali e la crescita delle aziende potrebbero essere compromessi”.

Altri due temi presi in considerazione nell’analisi di Flax sono quello dei “colli di bottiglia e del mercato del lavoro“. “Carenza di camionisti, traffico marittimo in tilt, mancanza di semiconduttori, chiusure localizzate in Asia dovute alla variante Delta, tariffe per i container alle stelle sono gli indizi che i canali del commercio globale stanno attraversando un periodo turbolento. Tutti questi fattori si traducono in prezzi più alti per i consumatori finali, un effetto che dovrebbe rivelarsi temporaneo secondo le banche centrali”, sottolinea l’esperto secondo il quale “il mercato del lavoro rimane per ora il mistero economico più affascinante degli ultimi mesi. Anche nei paesi dove i sussidi sociali si sono esauriti, la carenza di manodopera continua a esercitare pressioni al ribasso sull’offerta, limitando in qualche modo la ripresa economica”.

Per il momento sembra prevalere l’ottimismo. Secondo Flax, l’idea è che con il normalizzarsi del mercato del lavoro e con il procedere delle campagne vaccinali anche in Asia, i nodi inizieranno a sciogliersi e la crescita economica rimarrà sostenuta anche nel 2022. “I colli di bottiglia che sono alla base dell’aumento dei prezzi di molti beni hanno poco a che fare con la politica monetaria: aumentare i tassi di interesse non aiuterebbe a risolvere queste situazioni e pertanto non sarebbe in questo momento una scelta politica efficace”, conclude il chief investment officer di Moneyfarm.