11:12 martedì 8 Novembre 2016

Elezioni Usa: i quattro scenari sul Congresso e l’impatto sui mercati

Il giorno dell’Election Day è arrivato. Oggi negli Usa si vota ufficialmente per eleggere il prossimo presidente degli Stati Uniti, che prenderà il posto di Barack Obama.

I market strategist di IG Filippo A. Diodovich e Vincenzo Longo, nel report “Road to US Election Day”, mettono in evidenza i diversi scenari del Congresso, che potrebbe essere spaccato in due con l’esito delle elezioni Usa.

“Gli scenari all’indomani del voto potrebbero essere ben più di due: al di là di chi siederà nella poltrona della
Studio Ovale, i mercati potrebbero risentire anche della composizione del Congresso. Un Congresso unito, con entrambe le Camere, Senato e Parlamento, in mano allo stesso partito del Presidente, potrebbe velocizzare l’iter legislativo, mentre un Congresso diviso, con almeno una Camera in mano al partito di opposizione, potrebbe ritardare tale processo. Alla luce di ciò, possiamo distinguere quattro scenari riportati di seguito, a seconda dell’esito delle elezioni Usa.

  • Primo scenario: Presidenza Democratica. Congresso unito, entrambe le Camere ai democratici
  • Secondo scenario: Presidenza Democratica. Congresso diviso, almeno una Camera ai repubblicani.
  • Terzo scenario: Presidenza repubblicana. Congresso unito, entrambe le Camere ai repubblicani.
  • Quarto scenario: Presidenza Repubblicana. Congresso diviso, almeno una Camera ai democratici.

Così Diodovich e Longo nel loro report:

“La distinzione non è irrilevante dato che, storicamente, i mercati azionari hanno registrato performance diverse a seconda del partito al potere e della composizione del Congresso. Negli ultimi novanta anni l’indice S&P500 ha registrato in media la sua miglior performance sotto la guida democratica e con almeno una Camera a maggioranza repubblicana, mentre la performance peggiore è stata segnata, in media, durante i governi repubblicani con un Congresso diviso. Stando agli ultimi sondaggi, lo scenario più probabile è quello di una vittoria della Clinton, con un Congresso diviso: il Senato ai democratici e la Camera dei Rappresentanti ai repubblicani. Rimangono molto basse le probabilità per un completo trionfo democratico (Presidenza e Congresso dello stesso colore politico), così come quelle di una possibile vittoria di Trump (anche con l’ipotesi di un “full sweep” repubblicano)”.

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