Elezioni Francia, Le Pen guadagna altro terreno nei sondaggi
Gli ultimi sondaggi sulle elezioni presidenziali in Francia danno la candidata anti europeista Marine Le Pen in recupero in un eventuale secondo turno. In un solo giorno la leader del Front National ha ridotto di ulteriori due punti lo svantaggio nei confronti dello sfidante indipendente di centro Emmanuel Macron, l’ex ministro dell’Economia del governo Hollande.
Secondo l’ultima rilevazione diffusa con cadenza quotidiana da Opinionway, se si votasse oggi Le Pen si aggiudicherebbe il primo round di fine aprile con il 26% dei consensi (con Fillon e Macron impegnati in un testa a testa per il passaggio del turno al 20%), Al secondo turno a maggio la candidata della destra radicale, favorevole al ritorno al franco francese, perderebbe da Macron (40% contro 60% dei voti). Il distacco si è ridotto dal 38%-62% del sondaggio precedente, che al primo turno dava invece Le Pen sempre in testa con il 26% e Macron e Fillon indietro rispettivamente al 21% e 20%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo