Elezioni francesi: guai per Fillon, moglie in stato di fermo. Voci di ritiro
Guai in vista per il candidato della destra francese alle presideziali, Francois Fillon, che sarebbe stato convocato dal giudice istruttore nell’ambito dello scandalo degli impieghi fittizi della moglie. Questa la ragione che, secondo il Journal de Dimanche, sarebbe alla base dell’annullamento all’ultimo minuto di una visita, da parte di Fillon, al Salone dell’Agricoltura a Parigi, che era in agenda stamattina.
Di recente Fillon ha denunciato apertamente “un clima di quasi guerra civile” che si è sviluppato attorno alla sua campagna e ha accusato il governo di non fare nulla per contrastarlo. Attesa per la conferenza stampa che è stata indetta da Fillon per le ore 12, mentre si accavallano rumor secondo cui la moglie Penelope Fillon sarebbe “in stato di fermo”.
E’ almeno questo quanto riferiscono fonti vicine al partito dei Républicains citate da Mediapart. Si parla anche di una perquisizione “in corso”, mentre Le Figaro riporta che Fillon e la moglie sarebbero stati convocati dal magistrato che indaga sui falsi impieghi per il 15 e e il 18 marzo prossimi.
Al momento il team di Fillon ha negato che la moglie sarebbe in stato di fermo. Le Figaro riporta anche che il capo della campagna elettorale Patrick Stefanini avrebbe rassegnato le sue dimissioni.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo