Effetto Trump anche in Siria? Aumentano bombardamenti della Russia

15 Novembre 2016, di Daniele Chicca

La Casa Bianca ospiterà un presidente la cui amicizia e flirt con la Russia ha spinto un ex direttore della CIA a definire Donald Trump un “agente” di Vladimir Putin che lo è a sua insaputa. Alcuni commentatori hanno salutato l’elezione di Trump e il possibile riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia come un’occasione per trovare un accordo di pace sulla crisi in Siria, un paese impegnato in una sanguinosa guerra civile da cinque anni. I bombardamenti più pesanti delle ultime settimane si sono abbattuti sulla città di Aleppo, roccaforte dei ribelli in Siria. L’area è da mesi sotto i bombardamenti aerei delle forze filo governative, con la Russia intenta a sedare la minaccia di Jabhat al-Nusra, gruppo affiliato ad al-Qaida.

Le ultime notizie che arrivano dal fronte mediorientale non sono rassicuranti in questo senso. Il Cremlino, alleato del regime di al-Assad al potere a Damasco, ha appena annunciato che aumenterà il numero di bombardamenti aerei sul suolo siriano per colpire i gruppi ribelli. Tra questi ci sono anche formazioni appoggiate o finanziate dagli Stati Uniti come le Forze Democratiche Siriane, un gruppo di militanti curdi e arabi sunniti che in novembre ha lanciato un’offensiva per cacciare l’ISIS da Raqqa, la capitale del califfato islamico.