È ufficiale: il Pil cinese è in frenata. Governo taglia obiettivo 2017
E’ ufficiale: la crescita cinese ha messo il freno a mano. La conferma è arrivata ieri davanti all’assemblea nazionale a Pechino, quando il premier cinese Li Keqiang ha fissato al 6,5 per cento l’obiettivo della crescita economica cinese per il 2017. Nel 2016 era stato del 6,7%.
Come negli esercizi precedenti, l’inflazione si manterrà al 3 per cento; stesso livello anche l’obiettivo fissato per il debito pubblico rispetto al Pil. Prevista la creazione di undici milioni di posti di lavoro.
Breaking news
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunità d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.