Draghi si è mosso in ritardo, Wall Street in rosso per la quarta seduta di fila

7 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Rispetto alle previsioni fatte a dicembre 2018, la Bce ha tagliato in modo significativo le stime su 2019 e 2020. Le stime per l’anno in corso sono passate dall’1,7% all’1,1%. I mercati finanziari puniscono Mario Draghi per aver agito in ritardo.

L’azionario americano scende per la quarta seduta consecutiva, nonostante il nuovo round di stimoli monetari nell’area euro (TLTRO). Crescono i timori sulla ripresa economica anche in Usa dove Wall Street scambia in calo in avvio. La stretta monetaria è stata posticipata e questo è buono per i mercati. Ma a parte questo il programma TLTRO di liquidità a lungo termine per le banche non cambia molto la situazione, in termini di impatto sull’economia. Lo sostengono all’unisono gli economisti interpellati a caldo da Bloomberg TV in seguito alla conferenza stampa di Draghi di oggi.

Alessio De Longis Portfolio Manager di OppenheimerFunds dice che la Bce è in ritardo e la misura è “reattiva” e non proattiva, come sostiene Draghi. Dan Skelly di Morgan Stanley gli dà ragione sottolineando che “anche con il QE si sono mossi molto dopo la Fed”. Chris Harvey di Wells Fargo dice di non essere troppo sorpreso dalla Bce e che la sola notizia positiva per i titoli rischiosi è che i tassi rimarranno bassi a lungo termine. Il Dow Jones perde 57 punti, con il calo del titolo Goldman Sachs che pesa particolarmente. L’indice S&P 500 scivola dello 0,2%, con settori finanziari e tecnologici in rosso. Il Nasdaq cede lo 0,25%.