Draghi: in CdM presenteremo quadro monitoraggio interventi PNRR, con piano possibile colmare divario con Francia e Germania

23 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

“Nel Consiglio dei Ministri di oggi presenteremo il quadro del monitoraggio degli interventi del PNRR previsti per l`ultimo trimestre del 2021”. Così ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo all’assemblea annuale 2021 di Confindustria.

“Negli scorsi mesi abbiamo preso altri importanti provvedimenti per l’attuazione di tutto il PNRR – ha ricordato Draghi – Abbiamo creato la struttura per la gestione e il monitoraggio del Piano e approvato importanti semplificazioni del sistema normativo e degli appalti. Abbiamo migliorato la gestione delle risorse umane della pubblica amministrazione e i processi di reclutamento e stabilito nuove regole per la mobilità nella PA. Abbiamo portato avanti la riforma della giustizia penale, per accorciare i tempi dei processi, e lo stesso stiamo facendo ora per quella civile”.

“Dobbiamo mantenere la stessa ambizione e la stessa determinazione che abbiamo avuto negli scorsi mesi – ha sottolineato il premier – soprattutto per quanto riguarda l’agenda di riforme”.

Draghi ha fatto riferimento al continuo “confronto” con la Commissione Ue, sottolineando che le tranche dei finanziamenti sono condizionate all’attuazione di “investimenti e riforme” previsti.

Ancora il capo del governo:

“Nel 2019, il nostro reddito pro capite era fermo al livello di venti anni prima. Nello stesso periodo, la produttività totale dei fattori è diminuita di più del 4%, mentre in Germania è aumentata di oltre il 10% e in Francia di quasi il 7%. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dalla Commissione Europea a giugno, include le riforme e gli investimenti necessari per colmare questo divario”.

“Vogliamo favorire l’innovazione, la transizione ambientale e quella digitale. E portare l’Italia su un percorso di crescita inclusiva, che migliori la mobilità sociale e consenta la piena realizzazione professionale dei giovani e delle donne, soprattutto al Sud”. Detto questo, “dobbiamo assicurarci che i soldi stanziati per gli investimenti siano spesi bene, con onestà, senza infiltrazioni criminali; evitare i ritardi che hanno spesso rallentato o impedito l’uso dei fondi europei in Italia; cogliere l’opportunità per sciogliere i nodi strutturali che legano da anni il nostro Paese; e accompagnare le imprese in questa transizione, attraverso le riforme e gli investimenti. Ne va del nostro benessere economico, e della nostra credibilità di fronte agli italiani e all’Europa”.