Dopo Brexit UE cerca di rimediare spostando affari in Cina
E’ in corso da ieri a Pechino l’incontro fra Cina e le più alte cariche dell’Unione Europea, Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo. Principale tema di dibattito è il riconoscimento dello status di economia di mercato per la Cina, che abbatterebbe alcune importanti barriere commerciali antidumping presenti nell’Ue. Secondo i cinesi decorsi vent’anni dall’ingresso nel Wto tale riconoscimento è automatico: “La Cina spera che l’Ue rispetti i suoi obblighi sull’articolo 15 del Protocollo di accesso al Wto”, ha detto il presidente della repubblica popolare, Xi Jinping. Anche la Brexit sarà oggetto di discussioni, probabilmente nella conferma che essa non influenzerà i rapporti commerciali già esistenti fra le due economie.
Il premier Li Jeqiang ha, inoltre, invocato lo sviluppo di un’area di libero commercio da porre in essere tra Ue e Cina.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo