Dollaro: possibile sponda rialzista da atteso aumento inflazione Usa
Movimenti positivi per il dollaro in attesa del market mover di giornata che è l’inflazione Usa. Il Dollar index sale di circa lo 0,21% attestandosi a quota 94,15. “Il dollaro è sceso ancora ieri, seppur moderatamente, seguendo il calo dei rendimenti. Si tratta comunque di movimenti di assestamento – oggi, infatti, apre di nuovo al rialzo – in attesa di chiarimenti su quello che sarà il sentiero dei tassi Fed”, sottolineano gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo nella ‘Forex Flash’ di oggi. “I dati di inflazione oggi sono attesi in nuovo ampio aumento, il che dovrebbe favorire il dollaro, anche se potrebbero essere necessari altri dati di conferma affinché si abbia un rafforzamento significativo”, aggiungono.
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Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.