Dividendi, ghigliottina Bce al capolinea: Intesa SanPaolo e le altre banche preparano abbuffata per i soci

14 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Gli azionisti delle banche italiane si leccano i baffi, pregustando l’arrivo di una scorpacciata finalmente imminente di dividendi.

In primis è stata Intesa SanPaolo di Carlo Messina a fare l’annuncio tanto atteso: nella giornata di ieri la prima banca italiana ha comunicato che il prossimo 14 ottobre l’assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo sarà chiamata a deliberare sulla distribuzione di parte della riserva straordinaria a valere sui risultati 2020 pari a oltre 1,93 miliardi di euro, ossia 9,96 centesimi per ogni azione ordinaria.

In vista della rimozione delle limitazioni che la Bce aveva imposto sull’erogazione dei dividendi – limitazioni che erano seguite a una vera e propria dieta forzata nel 2020 – Intesa nei mesi scorsi aveva annunciato lo stacco in due tranche di un dividendo di 0,0996 euro relativo all’esercizio 2020 il 18 ottobre 2021 e di un acconto di 0,0721 euro relativo all’esercizio 2021 con data di stacco il 22 novembre 2021.

Complessivamente l’istituto distribuirà agli azionisti 0,1717 euro come dividendi, poco più del 7% a livello di yield considerando gli attuali livelli del titolo (2,39 euro).

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Nella nota della banca si legge che l’assemblea ordinaria, il prossimo 14 ottobre, delibererà “sulla distribuzione di parte della Riserva straordinaria a valere sui risultati 2020 e la apposizione di un vincolo di sospensione d’imposta su parte della Riserva sovraprezzi di emissione, a seguito del riallineamento fiscale di talune attività intangibili”.

Il dividendo di 9,96 centesimi per un importo totale di oltre 1,93 miliardi di euro sarà, secondo il calendario dell’istituto, liquidato il 18 ottobre, andando ad aggiungersi ai 694 milioni di cedole già versate a maggio. L’erogazione dei dividendi di Intesa SanPaolo non finice qui, in quanto la banca ha comunicato ad agosto la distribuzione di un account cash, a valere sui risultati del 2021, di importo pari a 1,4 miliardi di euro, pari a 0,0721 per azione, con lo tacco della cedola previsto per il 22 novembre.

Questo significa, sommando i 694 milioni di dividendi versati a maggio, gli 1,9 miliardi di cedole a vlere sui risultati del 2020, l’acconto cash a valere sui risultati del 2021 che, nell’intero 2021, Intesa SanPaolo verserà per la gioia degli azionisti più di 4 miliardi di euro di dividendi cash, con un rendimento di poco superiore al 7%.

Ma le danze che saranno aperte da Intesa SanPaolo dureranno tutto l’autunno, vedendo protagoniste altre banche italiane più o meno grandi.

Mediobanca ha annunciato la distribuzione di una cedola di 0,66 euro con data di stacco 22 novembre 2021, con cash dividend pay-out al 70%. Ai prezzi di 9,77 euro fornisce un rendimento del 6,7%.

FinecoBank ha annunciato la distribuzione di un dividendo di 0,53 euro con data di stacco il 22 novembre 2021. Ai prezzi di 15,31 euro fornisce un rendimento del 3,4%.

Banca Generali ha reso noto di aver allocato il floor di 1,25 euro per azione sui risultati 2021, in aggiunta ai 3,3 euro deliberati per gli esercizi 2019/2020. Viene così raggiunta una cedola complessiva di 4,55 euro per azione, che sarà corrisposta tra ottobre 2021 e aprile 2022. Ai prezzi di 39,52 euro corrisponde un dividend yield complessivo del 11,5%.

Banca Mediolanum ha proposto la distribuzione di una cedola di 0,7533 euro, relativa alla seconda tranche dell’esercizio 2020 che sarà staccata il 18 ottobre 2021. Ai prezzi di 8,99 euro fornisce un rendimento dell’8,3%.

L’annuncio della rimozione della ghigliottina sui dividendi delle banche dell’area euro è stato anticipato in un’audizione al Parlamento europeo dell’inizio di luglio, sia da Christine Lagarde, numero uno della Bce, intervenuta nelle vesti di presidente del board per il rischio sistemico (ESRB), sia da Andrea Enria, presidente della Vigilanza sulle banche della Bce:

“In assenza di sviluppi avversi significativi, prevediamo di abrogare la nostra raccomandazione (di non distribuire i dividendi o di distribuirli rispettando un tetto massimo) alla fine del terzo trimestre del 2021 e di tornare a considerare dividendi e buyback come parte del nostro normale processo di supervisione – ha detto Enria, non mancando però di aggiungere un ‘ma’:

la Banca centrale europea, ha continuato, “si aspetta che i piani di distribuzione rimangano prudenti e proporzionati alla capacità di generazione di capitale interna delle banche e al potenziale impatto di un deterioramento nella qualità delle esposizioni, anche in scenari avversi”.

Alla metà di dicembre del 2020, la Bce aveva rimosso il congelamento totale delle cedole applicato alle banche nel marzo dello stesso anno, in concomitanza con l’esplosione della pandemia Covid-19, annunciando tuttavia restrizioni ancora molto severe che, se non assimilabili più a un digiuno, avevano continuato a imporre agli azionisti una dieta ancora decisamente ferrea:

“le banche che intendono pagare i dividendi o riacquistare le proprie azioni devono essere in utile e disporre di traiettorie di capitali robuste”, si leggeva nel comunicato, che informava, anche, che le raccomandazioni sarebbero rimaste valide fino alla fine di settembre del 2021.

Nel mese di marzo del 2020, la Bce aveva deciso di raccomandare agli istituti di congelare l’erogazione dei dividendi ed eventuali operazioni di buyback pianificate fino al prossimo 1° ottobre.

Lo stop era stato prorogato fino all’inizio del 2021. Dal 2021 era entrata in vigore la cosiddetta ghigliottina. Ghigliottina che, verrà finalmente rimossa con la sua scadenza fissata al 1° ottobre di quest’anno.

E dividendi molto consistenti arriveranno quest’autunno anche da realtà quali Banca Ifis (1,10 euro, yield del 7%) e Banca Sistema (0,17 euro, yield del 7,4%).