Deficit, Ue non farà più concessioni alla Francia
Sul deficit e il rientro dei conti pubblici Bruxelles non farà più concessioni alla Francia. Lo ha chiarito Pierre Moscovici, il commissario europeo agli Affari Economici. Parigi non potrà più rimandare l’appuntamento con il rispetto delle normative europee sul bilancio. Le stime del governo sono per un rapporto tra deficit e Pil del 2,8% ma secondo i calcoli della Corte dei Conti locale la percentuale dovrebbe attestarsi al 3,2%, ossia sopra al tetto limite fissato dalle regole europee.
Il governo Philippe del presidente Macron dovrà trovare dei risparmi già quest’anno e seguire una “politica di bilancio semplicemente seria senza che sia austera“, secondo l’organo esecutivo dell’Ue. Intervenuto alle frequenze dell’emittente tv France 2 Moscovici ha aggiunto: “Ho fiducia nel governo francese perché rispetti gli impegni presi, e ho fiducia che presenti un piano di bilancio per il 2018 che permetta al deficit del paese di scendere al di sotto della soglia del 3% del Pil, il che permetterebbe alla Francia di uscire dalla procedura di deficit di bilancio eccessivo”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.