Decreto salva banche: ecco come contribuirà Intesa Sanpaolo

23 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi finanzieranno il salvataggio delle quattro banche italiane, a rischio crac, il cui piano di recupero è stato adottato con il decreto salva-banche approvato nel fine settimana. 3,6 miliardi di euro è la cifra necessaria per il salvataggio.

Le quattro banche italiane sono Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara .

Per attuare il salvataggio, nello specifico il gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso per l’erogazione di un finanziamento a favore del fondo di risoluzione per circa 780 milioni di euro, da rimborsare nel corso del mese di dicembre 2015 con i contributi che saranno stati versati al Fondo dal sistema bancario italiano.

Inoltre Intesa ha anche deciso per l’erogazione di un finanziamento a favore del Fondo per circa 550 milioni di euro, corrispondente alla quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 1.650 milioni di euro, a breve termine (scadenza 18 mesi meno un giorno), a fronte del quale la Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un impegno di sostegno finanziario in caso di incapienza del Fondo alla data di scadenza del finanziamento.

Il tutto insieme ad oneri connessi al versamento del contributo straordinario al Fondo pari a circa 380 milioni di euro ante imposte, da reigstrarsi nel conto economico del quarto trimestre 2015, in aggiunta ai circa 95 milioni relativi al contributo ordinario per il 2015 già spesati nel primo semestre dell’anno.

Un esborso complessivo pro-quota pari a 1,71 mld di euro per il processo di risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara .

Intanto il titolo Intesa SanPaolo perde a Piazza Affari lo 0,51%.