Dazn nella bufera disservizi su Serie A, la Lega chiede chiarimenti. Federconsumatori denuncia scarsa qualità del servizio

23 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il week end appena trascorso ha visto l’inizio della nuova stagione della serie A di calcio, per la quale Dazn si è aggiudicata i diritti di trasmissione degli incontri. L’esordio sembra aver, almeno in parte, confermato i timori sui possibili disservizi derivanti dai picchi di traffico sulla rete, poiché a pochi minuti dal fischio di inizio della prima partita, sabato 21 agosto, numerosi utenti hanno segnalato assenze di segnale, blackout e abbassamento della definizione, inondando i social di messaggi di protesta. Disservizi analoghi si sono verificati anche nella trasmissione di altri incontri.

Dazn ha comunicato che il problema è stato provocato appunto da un picco di accessi, confermando le perplessità relative alle strumentazioni tecniche impiegate dalla piattaforma nel sostenere un numero tanto elevato di collegamenti. La questione ha assunto una portata tale da indurre persino la Lega di Serie A a trasmettere una comunicazione formale al broadcaster proprio per chiedere conto di quanto accaduto, soprattutto perché nel fine settimana del 12 settembre si giocheranno Milan-Lazio e Juventus-Napoli, che sicuramente faranno registrare un esponenziale aumento degli accessi.

“Ancora una volta i cittadini si trovano difronte a un servizio che, nonostante il sostanzioso incremento dei costi di abbonamento, si sta dimostrando inadeguato – ha sottolineato Federconsumatori, alimentando il corso delle associazioni a difesa dei consumatori che in queste ultime ore si sono sollevate contro Dazn – A ciò si aggiunge il fatto che la piattaforma non ha pubblicato alcun messaggio di scuse sul proprio sito web né ha accennato a possibili ristori, dimostrando così un totale disinteresse nei confronti delle esigenze dei clienti e della qualità del servizio erogato”.

Federconsumatori inoltre ha segnalato, già nelle scorse settimane all’AGCom, la “latitanza” del servizio clienti, che secondo l’associazione in realtà non è altro che un chatbot in grado di fornire solo risposte basilari senza che poi i clienti vengano mai ricontattati per la reale risoluzione del proprio problema.