Dal Tesoro tutto quello che bisogna sapere su Bot e BTP del 2016

23 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nel 2016, il Tesoro conferma la politica di collocamento di Btp a lungo termine sulle canoniche scadenze di 15 e 30 anni, “cercando almeno di replicare le emissioni lorde effettuate” nel 2015. E’ quanto risulta dal documento “Linee guida di gestione del debito pubblico 2016”.

Il Tesoro sta valutando al contempo “la possibilità di offrire al mercato titoli del formato Btp nominale sul tratto a lungo termine della curva con scadenze diverse da quelle tradizionali a 15 e 30 anni”. A tal proposito, proprio quest’anno ha avuto successo il collocamento del primo bond sovrano con scadenza a 100 anni (scadenza settembre 2115) da parte del Belgio.

Sempre guardando al prossimo anno, la sottoscrizione di nuovi contratti derivati, da parte del Tesoro, nella gestione del debito pubblico, ove ne ricorressero le condizioni, “sarà collegata esclusivamente ad operazioni di copertura del tasso di cambio di emissioni in valuta non domestica, via cross currency swap, in un contesto regolato da un sistema bilaterale di garanzie”.

Il documento sottolinea anche che l’anno prossimo scadranno titoli del debito pubblico per 299,5 miliardi di euro, meno rispetto al 2015 che ha visto scadenze di titoli per 328 miliardi.

In scadenza 184,5 miliardi di euro in titoli di Stato a medio e lungo termine, di cui 176 miliardi per le emissioni domestiche e 8 miliardi per il programma estero.

“Si tratta di cifre inferiori di circa 18 miliardi rispetto al 2015, che ha presentato scadenze di titoli a medio lungo termine oltre i 203 miliardi di euro”. Sui Bot, quelli che scadono nel 2016 valgono 115 miliardi, anche in questo caso si tratta di un importo “inferiore a quello calcolato negli stessi giorni un anno fa per il 2015, pari a circa 125,5 miliardi di euro”.

Inoltre:

“Ove le emissioni di Bot con regolamento e scadenza all’interno del prossimo anno fossero non superiori a quelle del 2015, in coerenza con la strategia di riduzione della presenza sul comparto che verrà illustrata di seguito, il totale complessivo da rifinanziare, Bot inclusi, potrebbe risultare inferiore per circa 30 miliardi di euro miliardi di euro a quello dell`anno precedente”.

Il prossimo anno, comunica il ministero, saranno proposti “presumibilmente due collocamenti” del Btp Italia, agli investitori retail: “uno in primavera e uno in autunno” anche in considerazione degli ammontari in scadenza, pari a circa 27 miliardi di euro.

I Btp Italia offerti avranno le stesse caratteristiche finanziarie di quelli già presenti sul mercato: tasso cedolare reale annuo fisso, indicizzazione legata al tasso di inflazione nazionale, rimborso su base semestrale della rivalutazione del capitale e premio di fedeltà per gli investitori retail che acquistano il titolo all’emissione e lo detengono fino a scadenza.

Sulla base delle esigenze di mercato, verranno ridotte le emissioni di Bot e Ctz, per quest’ultime le aste non saranno più mensili ma a mesi alternate.

Verrà ridotto anche il ricorso ai Btp triennali e quinquennali, “al contrario, invece, il Tesoro continuerà ad essere presente con volumi in linea con il 2015 sulle scadenze a 7 e 10 anni, sempre tenendo conto, in ogni caso, dell’evoluzione della domanda nel corso dell’anno”.

Dal documento del Tesoro risulta che nel 2015 la vita media del debito è salita da 6,38 a 6,52 anni e che dunque nel 2016, considerata la quantità inferiore di titoli in scadenza (-30 miliardi), l’obiettivo di allungare la scadenza media del debito “sarà particolarmente ambizioso e difficile da raggiungere nel 2016”.