Crollo petrolio: Shell taglia 10 mila posti di lavoro
LONDRA (WSI) – Gli effetti del crollo dei prezzi del petrolio, arrivato ai minimi record di 30 dollari al barile, si ripercuote nel settore energetico e nelle aziende. Così la Royal Dutch Shell annuncia un taglio di 10.000 posti di lavoro, tra dipendenti e fornitori esterni nel corso dell’attuale esercizio.
Una “ristrutturazione” che prevede il taglio di 3 miliardi di dollari di spese operative quest’anno. La big oil anglo-olandese prevede di chiudere il quarto trimestre con un utile in calo del 42% e l’utile trimestrale potrebbe attestarsi in una forchetta compresa tra 1,6 e 1,9 miliardi di dollari, al di sotto delle stime degli analisti. Intanto alla borsa di Londra il titolo scivola di circa il 5%.
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L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti