Crisi gas: Putin corre in aiuto dell’UE e innesca ritirata prezzi dopo +60% in due giorni

6 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

A stemperare le tensioni record sui prezzi del gas in Europa interviene Wladimir Putin in prima persona. Dopo che in mattinata i prezzi del gas Ue avevano raggiunto livelli record con balzi nell’ordine del 60% in due giorni, il presidente russo ha detto che il suo paese è pronto a fornire più gas naturale per far fronte alla crescente crisi energetica. Mosca aumenterà le forniture di gas all’Europa, incluse quelle che passano attraverso il territorio ucraino, in risposta alla scarsità di offerta. 

Parole che hanno permesso al prezzo del gas di ritracciare velocemente e adesso viaggiano in calo sia il futures sul gas TTF olandese, l’hub europeo più liquido, sia il futures sul gas naturale Gas naturale quotato a New York.

Fluttuazioni record del prezzo del gas UE

Il futures con scadenza novembre sul gas TTF olandese stamattina era schizzato fino a +40% toccando un nuovo record di 162,125 euro per megawattora dopo aver chiuso in rialzo del 20% ieri. Poi le parole di Putin hanno innescato un forte ritracciamento con quotazioni addirittura in negativo (attualmente -4,4% a 110,9 euro per megawattora). Calo nel’ordine del 7% a $ 5,90 per il futures sul natural gas quotato a NY.

UE in allerta, verso riforma mercato gas entro fine anno 

Il boom repentino dei prezzi del gas rischia di impattare sulla ripresa economica europea e Bruxelles intende intervenire con decisione. La commissaria all’Energia dell’UE, Kadri Simson, ha annunciato oggi che la Commissione europea proporrà una riforma del mercato del gas nell’Ue entro la fine dell’anno. Intervenendo all’Europarlamento oggi a Strasburgo, la Simson ha rimarcato che verranno esaminate le questioni relative allo stoccaggio e alla sicurezza dell’approvvigionamento. “Altre idee sono state avanzate dagli Stati membri e dagli europarlamentari, come forme di acquisto congiunto di riserve di gas di emergenza: le stiamo analizzando tutte”, ha aggiunto.

Il premier italiano Mario Draghi si è detto favorevole all’ipotesi di un consorzio europeo per lo stoccaggio del gas.”Certamente – ha affermato Draghi – reputo una cosa molto positiva non farsi trovare impreparati rispetto a picchi dell’energia che non hanno solo conseguenze sull’economia ma anche sulla distribuzione, sulla diseguaglianza”.