Crisi dei migranti: “posizione comune” in Europa, si attende ok Turchia
Raggiunta una posizione comune in Europa sulla gestione della crisi dei migranti da proporre alla Turchia . E’ quanto ha reso noto il premier del Lussemburgo Xavier Bettel. Il piano che verrà presentato oggi al premier turco Ahmet Davutoğlu prevede che i tutti migranti che sbarcheranno in Grecia siano ricondotti in Turchia.
La Turchia ottiene in cambio il tanto ricercato accesso senza obbligo di visto per verso i Paesi dell’Area Schengen. Inoltre, ogni a rimpatrio dalle coste greche alla Turchia comporterà l’accettazione di un siriano dotato di visto umanitario.
Per ora è presto parlare del raggiungimento di un accordo: ii capi di Stato e di governo dell’Ue non hanno concordato una nuova proposta, hanno parlato di posizione comune e hanno dato mandato al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, di negoziare con il governo turco l’accordo sui migranti.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo