Covid e impatto sui mercati: per Schroders contesto resterà sfidante per i titoli value

17 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Quanto è stato rilevante il Covid-19 per i mercati finanziari? Questo l’interrogativo di partenza che si pone Tina Fong, strategist di Schroders, nell’analizzare i mercati a più di 18 mesi di distanza dal propagarsi del Covid in Cina e poi nel Resto del mondo. Dall’inizio del 2020 in poi, con il diffondersi rapido del coronavirus e le restrizioni che ne sono conseguite, gli  effetti nella vita e le ripercussioni sull’economia globalesono state forti.

L’impatto sui mercati finanziari, secondo Tina Fong, è meno chiaro. In primo luogo, i titoli azionari sembrano avere superato le conseguenze del virus: dopo l’iniziale sell-off, l’azionario globale (basato sull’indice MSCI AC World) ha generato un rendimento del 15% nel 2020. “I mercati sono stati sicuramente supportati dagli ingenti stimoli fiscali e monetari adottati in tutto il mondo. Tuttavia, guardando più in profondità, il virus sembra aver giocato un ruolo importante nello stabilire la fortuna di alcuni settori e stili nell’universo azionario”, spiega la strategist di Schroders.

In secondo luogo, investire in determinati Paesi sulla base della loro gestione della pandemia e della campagna vaccinale è stato complesso. In generale sembra che i Paesi che hanno visto un rialzo nelle aspettative di crescita siano gli stessi che si sono distinti nella corsa ai vaccini. “Tuttavia, ciò non ha portato a rendimenti azionari superiori in questi mercati: la relazione tra tasso di vaccinazione e aspettative di crescita sembra aver funzionato maggiormente nei mercati valutari”, aggiunge l’esperta.

Negli ultimi dieci anni, con l’ascesa del settore tech, i titoli growth hanno sovraperformato rispetto a quelli value. Tuttavia, la differenza tra i rendimenti di questi due ambiti è stata netta nel 2020, con l’MSCI AC World Growth Index che ha superato del 33% l’equivalente indice value.

I settori in crescita come tech e beni di consumo discrezionali hanno avuto rendimenti a due cifre. Il comparto tecnologico non solo ha beneficiato del lavoro da remoto, ma entrambi i settori sono stati anche supportati dal forte calo dei rendimenti dei titoli di Stato – sottolinea Fong -. All’opposto, i settori più sensibili all’economia e orientati al valore, come quello energetico e finanziario, hanno subito perdite. In particolare, il comparto energetico ha avuto la peggiore performance annuale dalla crisi finanziaria globale”

Nonostante ciò, le prospettive per i titoli value sono migliorate a inizio 2021. L’arrivo dei vaccini, un pacchetto fiscale più ampio del previsto negli USA e il calo dei nuovi casi di Covid hanno portato a una rinascita per il value. La situazione si è nuovamente capovolta negli ultimi mesi, quando, nonostante il rally dell’azionario globale e la crescita degli utili nei settori value, gli investitori sono tornati a guardare al mondo growth. La variante Delta ha portato a una terza ondata anche in Paesi con un alto tasso di vaccinazioni, innescando nuove preoccupazioni per la ripresa globale.

Secondo Schroders, finché il Covid impatterà sui rendimenti obbligazionari e ritarderà la riapertura dell’economia, il contesto resterà sfidante per lo stile value e i relativi settori.

A premiare gli investitori lo scorso anno è stata un’allocazione basata su uno specifico stile, piuttosto che la decisione di investire in un dato Paese sulla base della sua efficienza nella gestione della pandemia. Gli indici azionari molto esposti ai settori tech e growth, come USA e Corea del Sud, hanno messo a segno le performance migliori. Pur avendo un numero di casi confermati di Covid-19 tra i più alti al mondo, spiega l’esperta gli Stati Uniti con l’S&P 500 hanno sovraperformato di gran lunga rispetto al resto dei mercati sviluppati. Al contrario, i mercati più esposti ai settori value, come Europa e Australia, sono rimasti indietro, nonostante l’Australia sia tra i Paesi che hanno gestito meglio la pandemia.

In generale quindi: “il Covid-19 è stato più rilevante per alcuni mercati rispetto ad altri, come lo stile value e i relativi settori. Al tempo stesso, il successo della campagna vaccinale dei diversi Paesi ha avuto più importanza per le valute che per i mercati azionari. Vale la pena ricordare che la variante Delta e l’emergere di nuove varianti potrebbero ancora rappresentare un rischio di downside per l’economia e i mercati”.