Cosa sta succedendo alle banche italiane?

10 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

Le banche e le istituzioni finanziarie rappresentano una parte significativa della Borsa italiana (rispettivamente costituiscono il 25% e il 37% dell’indice). Come osservano gli analisti, le banche italiane, come l’industria bancaria europea in generale, hanno avviato in colpevole ritardo un necessario piano di riforma.

“Si tratta di un processo non immediato e che richiederà del tempo, dal quale riteniamo deriveranno miglioramenti strutturali, aumento della redditività e delle valutazioni”, dice in una nota Gilles Guibout, Head of European Equities investment team di AXA Framlington.

I punti principali da tenere a mente sono i seguenti, secondo lo strategist:

  • Non esiste alternativa al consolidamento, ma è un processo che richiede tempo poiché ogni banca sta cercando di trovare la combinazione migliore, anche per il top management.
  • Il rischio di liquidità è limitato grazie alle misure di protezione fornite dalla BCE.
  • • I timori sui prestiti insoluti sono eccessivi per la maggior parte delle banche (ad eccezione forse di Monte Paschi, Carige e poche altre non quotate) in considerazione degli accantonamenti già effettuati e del valore del collaterale, spesso immobiliare. Da ricordare che l’Italia a differenza della Spagna non ha attraversato un periodo di intensa attività edilizia per cui i prezzi hanno meno spazio per diminuire.
  • Il timore di costringere una delle maggiori banche a salvare Monte Paschi è difficile da prevedere in quanto danneggerebbe decisamente la credibilità della politica italiana, proprio ora in miglioramento.