Corporate bond: i titoli “spazzatura” fanno meglio di quelli di qualità
Nonostante l’incremento della volatilità, i bond societari giudicati “junk” stanno rendendo di più dei titoli omologhi di alta qualità investment grade. Con i mercati azionari che fanno fatica a tornare a scambiare sui massimi di tutti i tempi toccati a inizio febbraio, ci si sarebbe aspettati che gli acquirenti di Bond si rivolgessero nei bond emessi dalle società finanziariamente più solide. Il fondo ETF iShares iBoxx $ Investment Grade sui Bond è in calo del 5,8% quest’anno, mentre l’ETF iShares iBoxx $ High Yield dei Corporate Bond è in ribasso dell’1,9% da inizio 2018.
Insomma, le due facce della medaglia del mercato dei corporate bond sembrano essersi invertite i ruoli. I bond investment grade stanno facendo fatica mentre il debito high-yield e “spazzatura” presenta valutazioni elevate. Gli operatori di mercato ritengono evidentemente che ci siano diverse ragioni dietro alle loro scommesse. Innanzitutto si può citare gli squilibri che provoca la tensione per la guerra commerciale, in secondo luogo l’atteggiamento più aggressivo della Federal Reserve da qui in avanti e infine il fiume di emissioni di Bond ‘high-grade’ per finanziare operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.