Corea del Sud: banca centrale alza tassi per prima volta in quasi tre anni. I debiti fanno più paura della variante Delta
La Banca centrale della Corea del Sud ha alzato i tassi di interesse per la prima volta in quasi tre anni, diventando ufficialmente la prima banca centrale, tra le principali in Asia, a ritirare gli stimoli monetari straordinari lanciati per far fronte alle conseguenze economiche del Covid-19.
La preoccupazione per il boom dei debiti dei consumatori ha prevalso sulla paura della variante Delta.
I tassi sono stati alzati dello 0,25% allo 0,75%. Il governatore Lee Ju-yeol ha confermato inoltre il suo tono hawkish, suggerendo che ulteriori strette potrebbero arrivare, in quanto i dati macro stanno confermando una fase di surriscaldamento per la quarta economia asiatica.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.