Copyright programmi per PC, “si alla vendita del software, ma non copia di riserva”
NEW YORK (WSI) -“L’acquirente iniziale della copia di un programma per computer, accompagnata da una licenza d’uso illimitata, abbia il diritto di vendere d’occasione tale copia e la relativa licenza a un subacquirente, egli non può, per contro, ove il supporto fisico originale della copia consegnatagli sia danneggiato, distrutto o smarrito, fornire al subacquirente la propria copia di riserva senza l’autorizzazione del titolare del diritto”.
Lo ha deciso la Corte Europea esaminando un caso avvenuto in Lettonia, dove due signori sono perseguiti penalmente per alcuni reati (vendita illegale di oggetti tutelati dal diritto d’autore e uso illegale di marchio d’impresa altrui). Pare infatti che nel 2004, infatti, i due avrebbero venduto online delle copie di riserva di diversi programmi per computer editi dalla Microsoft e tutelati dal diritto d’autore.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo