Cop26: Al Gore avverte del rischio di una bolla del carbonio da 22mila miliardi di dollari

4 Novembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Occhi puntati sul clima con la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 in programma a Glaswog in Scozia. Se il mondo sta ovviamente assistendo a una rivoluzione della sostenibilità, al tempo stesso gli investitori che si trovano nella e al tempo parte sbagliata della storia dovranno affrontare perdite. A dirlo è Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti e presidente di Generation Investment Management LLP, che ha partecipato al summit sul clima COP26. In particolare l’ex vicepresidente della Casa Bianca, famoso per il suo impegno sul clima, ha parlato di una “bolla subprime del carbonio ” da 22.000 miliardi di dollari.

“Ora abbiamo una bolla subprime di carbonio di 22.000 miliardi di dollari, basata su un presupposto assurdo che tutti quei combustibili di carbonio saranno bruciati”, ha detto Gore in un’intervista con Francine Lacqua di Bloomberg Television. “Non sarà così, soprattutto perché le nuove fonti rinnovabili di elettricità sono molto più economiche ora”. Il mondo, sostiene Al Gore, si sta ora accorgendo della minaccia “terribile” del cambiamento climatico. Gore ha parlato mentre l’attenzione della COP26 si è rivolta all’industria finanziaria. Nella giornata di ieri infatti, la Glasgow Financial Alliance for Net, la coalizione di banche e fondi per il clima Gfanz lanciata ad aprile dall’ex numero uno della BoE, Mark Carney, ha raccolto al momento l’adesione di oltre 450 aziende, che rappresentano 130.000 miliardi di dollari di asset, il 40% dei capitali finanziari mondiali. “Penso che siamo nelle prime fasi di una rivoluzione della sostenibilità che è la più grande opportunità della storia”, ha detto Gore. “E coloro che non lo riconoscono e non si adattano ad esso sono a rischio commerciale. Saranno lasciati indietro”. Già nel 2006, il documentario di Gore intitolato “Una scomoda verità”, ha portato la questione del cambiamento climatico alla consapevolezza del grande pubblico. “Gli impegni presentati a Glasgow suggeriscono che c’è stato un cambiamento genuino nel sentiment e che ci sarà anche il necessario seguito ma non credo che ci sarà una delusione dopo questo”, ha concluso l’ex vicepresidente.