Conti pubblici. Istat: in Italia deficit/Pil 2016 scende al 2,6%
ROMA (WSI) – Nel 2015 il rapporto tra deficit e Pil dell’Italia è sceso al 2,6%. E’ quanto ha riportato l’Istat, affermando che la diminuzione è stata di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del 2014, dunque su base annua.
Nel quarto trimestre 2015, inoltre, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è sceso al 2,2%, inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2014. Dal report è emerso inoltre che, sempre nell’ultimo trimestre del 2015, il saldoprimario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, a 8.112 milioni di euro. L’incidenza dell’avanzo sul Pil è stata dell’1,9%, inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2014.
Il saldo corrente nel quarto trimestre 2015 è stato positivo e pari a 9.732 milioni di euro con un’incidenza sul Pil dello 2,3% (0,8% nel corrispondente trimestre dell’anno precedente).
Le uscite totali del quarto trimestre sono salite, in termini tendenziali, dello 0,6%, con una incidenza sul Pil pari al 57,1% (contro il 57,7% su base annua). Le uscite correnti sono scese dell’1,4% e quelle in conto capitale hanno fatto +25,5%. Sempre nel quarto trimestre le entrate complessive sono cresciute su base annua +0,9% con un’incidenza sul Pil al 54,9%, inferiore di 0,3 punti percentuali su base annua. La pressione fiscale è stata pari al 50,3%, invariata su base annua.
In tutto il 2015, le uscite totali sono aumentate dello 0,1% rispetto all’anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 50,5% (51,2% nel 2014); le entrate totali sono salite dell’1,0%, con un’incidenza sul Pil del 47,9% (-0,3 punti percentuali rispetto al 2014). La pressione fiscale è risultata pari nel 2015 al 43,5%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Breaking news
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la conclusione positiva della prima emissione del BTP Italia Sì. Il nuovo titolo di Stato, indicizzato all’inflazione nazionale e pensato per la tutela del risparmio, ha registrato una solida domanda
Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane hanno registrato un aumento annuo del 5,2%, secondo le stime preliminari dell’Istat. Questo incremento è stato influenzato dalla crescita dei prezzi delle abitazioni nuove, mentre il ritmo di crescita delle abitazioni esistenti ha rallentato leggermente.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in positivo, con l’indice Nikkei che ha raggiunto un nuovo massimo storico. I rialzi sono stati sostenuti dai titoli elettronici e industriali, mentre si osserva cautela per l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Il prestito obbligazionario ha una durata di 36 mesi e riconosce un tasso di interesse fisso annuo pari al 6,50%, con pagamento di cedole trimestrali