Consob preoccupata da “alcune pratiche” della Bce
Alcune pratiche della Bce preoccupano la Consob. E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’organo di controllo, Giuseppe Vegas, che, in audizione davanti alle commissioni Affari esteri e Politiche Ue della Camera, ha specificato:
“Faccio un esempio – ha detto Vegas – parlando molto lateralmente: se una banca significant ha dei problemi e deve risistemare i bilanci, la Bce può consigliare di fare certe operazioni per migliorare la qualità del capitale, fare certe operazioni che riguardano anche la quantità dei dipendenti, che ovviamente è un fatto piuttosto pesante, oppure, tema che è all’ordine del giorno nell’ultimo periodo, vendere una certa quantità di Npl. Però – ha sottolineato – se io devo vendere questi titoli, una certa quantità entro una certa data, è chiaro che il prezzo tende ad abbassarsi. Se devo vendere la mia automobile entro stasera è chiaro che la regalo o quasi, è difficile che riesca a fare una trattativa seria”.
“Probabilmente – ha concluso Vegas – certe pressioni sono un po’ forti. Sono ragionevoli da un punto di vista della stabilità, però possono portare ad avere qualche problema da parte delle singole banche che sono coinvolte”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.