Commissione Ue: Pil zona euro al 5,0% nel 2021
Ottimismo è la parola che trapela dalle nuove previsioni economiche d’autunno della Commissione europea. Nel dettaglio, secondo la Commissione, la crescita economica nella zona euro dovrebbe essere del 5,0% nel 2021, del 4,3% nel 2022 e del 2,4% nel 2023. “L’economia europea si sta riprendendo fortemente dalla recente recessione, con un tasso di crescita previsto del 5% quest’anno – ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis –. Ma questo non è il momento dell’auto-compiacimento. Vi sono alcuni rischi. Non da ultimo, dobbiamo affrontare le strozzature nelle catene di approvvigionamento, così come l’aumento dei prezzi dell’energia che colpirà molte famiglie e aziende in tutta Europa”.
Per quanto riguarda l’inflazione dell’Eurozona, le previsioni la stimano al 2,4% nel 2021, al 2,2% nel 2022, 1,4% in 2023
Breaking news
Stripe e Advent International hanno avanzato un’offerta per acquisire PayPal Holdings Inc. per oltre 53 miliardi di dollari, secondo fonti di stampa. L’offerta, che rappresenta un premio del 28% rispetto al prezzo di chiusura di PayPal, è sostenuta da un finanziamento di 50 miliardi di dollari. Stripe e Advent deterranno quote paritarie di PayPal
Le azioni di IBM crollano drasticamente dopo che i ricavi preliminari del secondo trimestre non raggiungono le aspettative degli analisti. La società attribuisce il risultato alla riduzione della spesa dei clienti sui suoi prodotti a favore di chip e server. Questo evento segna la maggiore perdita giornaliera per IBM in almeno 58 anni.
Donald Trump ha ritirato la proposta di una tassa del 20% sulle merci in transito nello Stretto di Hormuz, a seguito delle pressioni da parte degli alleati del Golfo. L’annuncio è stato accompagnato dalla promessa di investimenti diretti da parte degli stati del Golfo negli Stati Uniti, mentre le forze americane hanno ripreso il blocco delle spedizioni iraniane e condotto attacchi strategici lungo la costa iraniana.
La crescita economica della Cina ha subito un rallentamento più marcato del previsto nel secondo trimestre, registrando il tasso più debole degli ultimi tre anni. Questo ha aumentato la pressione sui decisori politici per incrementare la spesa pubblica e raggiungere gli obiettivi annuali di crescita.