Commissione europea sostiene ancora Pmi contro crisi: lanciato nuovo prodotto
La Commissione europea continua a sostenere le imprese dell’UE, specialmente le Pmi, nell’affrontare la crisi. Bruxelles ha, infatti, fatto sapere di avere approvato, nel quadro delle norme UE sugli aiuti di Stato, l’introduzione di un nuovo prodotto nell’ambito del Fondo europeo di garanzia gestito dal gruppo BEI (composto dalla Banca europea per gli investimenti “BEI” e dal Fondo europeo per gli investimenti “FEI”), che si presenta sotto forma di garanzie su segmenti di cartolarizzazione sintetica a beneficio delle imprese colpite dalla pandemia di coronavirus nei 22 Stati membri partecipanti. Con una dotazione di bilancio specifica prevista di 1,4 miliardi di euro, si legge nella nota, il nuovo prodotto dovrebbe mobilitare almeno 13 miliardi di nuovi prestiti a favore delle piccole e medie imprese colpite, concorrendo così in misura significativa all’obiettivo generale del Fondo europeo di garanzia di mobilitare fino a 200 miliardi di finanziamenti aggiuntivi nei 22 Stati membri partecipanti.
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Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni
Il rallentamento della spesa dei consumatori e degli investimenti in Cina ha raggiunto livelli mai visti dalla pandemia, con un calo delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita nella produzione industriale del 4,5%, trainata dalle esportazioni e dai settori tecnologici, la debole domanda interna minaccia un ulteriore rallentamento economico.