Codacons: per San Valentino budget medio pro capite di 30 euro
La festa di San Valentino è alle porte e genererà un enorme business tra fiori, gadget, peluches, cioccolatini, viaggi e cene romantiche al ristorante. Così il Codacons, che fornisce i dati ufficiali sulla propensione alla spesa degli italiani in occasione della festa degli innamorati.
Per i classici regali di San Valentino gli italiani spenderanno complessivamente circa 350 milioni di euro, e oltre 12 milioni di innamorati si scambieranno quest’anno un dono in occasione della festività del 14 febbraio – spiega l’associazione.
Il budget medio che i cittadini dedicheranno ai regali di San Valentino si aggira attorno ai 30 euro procapite e in testa alla classifica dei doni più gettonati si confermano i cioccolatini, scelti dal 37% degli italiani, seguiti da fiori (29%) peluches (18%), articoli di bigiotteria (8%). Circa 5 milioni di italiani opteranno per una cena romantica al ristorante, con un giro d’affari solo per il settore della ristorazione di circa 230 milioni di euro.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo