Cina, stretta creditizia causerà rallentamento Pil nel secondo semestre
Se l’economia cinese dovesse proseguire la sua crescita al ritmo visto nei primi due trimestri riuscirebbe a chiudere l’anno con un risultato migliore del precedente per la prima volta dal 2010. Ma Craig Botham, Emerging Markets Economist di Schroders, non è convinto che accadrà. L’economista ritiene che “la crescita cinese ha battuto le attese, ma sembra avviata verso un rallentamento. L’economia della Cina è cresciuta più rapidamente delle aspettative nel secondo trimestre, ma continuiamo ad aspettarci che l’inasprimento del credito provocherà un rallentamento nel secondo semestre”, nonostante le sorprese in positivo dei dati su produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti fissi.
L’esperto spiega: “È probabile che alzeremo le nostre stime di crescita sulla Cina, quando aggiorneremo i numeri il mese prossimo, ma confermiamo le nostre aspettative per un rallentamento nella seconda metà dell’anno. L’inasprimento del credito prosegue e impatta in modo generico l’economia, agendo da freno. Non vediamo motivi per cui ciò non debba verificarsi quest’anno”. Anche perché “la forte crescita del secondo trimestre dovrebbe dare alle Autorità la fiducia per mantenere la loro posizione più stringente per il momento. Non a caso, la Financial Work Conference conclusasi la scorsa settimana si è focalizzata sull’approfondimento delle riforme finanziarie e sul contenimento dei rischi finanziari, come priorità da dare al fine di ridurre l’indebitamento delle società di proprietà pubblica”.
Infine Botham aggiunge: “Sembra anche che il commercio globale sia destinato a indebolirsi nei prossimi mesi, per lo meno in termini di valore, in quanto la ripresa dei prezzi delle commodity scemerà. La crescita dell’export ha avuto una buona relazione con il manifatturiero in Cina, quindi qualsiasi rallentamento metterebbe in discussione un elemento di sostegno chiave per la solida crescita del Paese”.
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