Cina, alert Fmi: si gonfia ancora il debito delle aziende
NEW YORK (WSI) – E’ allarme sul debito delle aziende cinesi secondo quanto affermato dal numero due dell’Fmi, David Lipton, nel corso di un intervento a Shenzhen, nella Cina sud-orientale.
“Con il rapido aumento del credito nel 2015 e l’inizio del 2016 il problema è in crescita. Questo è il principale anello debole dell‘economia cinese. E’ importante che la Cina reagisca e intervenga al più presto”.
Secondo il Fondo Monetario internazionale a far crescere vertiginosamente il debito aziendale della Cina – che pesa per il 145% del PIL – sono stati da una parte il rallentamento della crescita e dall’altra il calo dei profitti. Situazione allarmante per le aziende controllate dallo Stato, che rappresentano il 55% del debito delle imprese di Pechino.
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L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.