Cina abbassa cambio di riferimento yuan, contraccolpo sulle borse asiatiche
La Pboc, la banca centrale della Cina, ha rivisto al ribasso il tasso di cambio di riferimento per lo yuan dello 0,16% a 6.5237 per dollaro. La decisione, presa alle 9,15 di Hong Kong nella giornata di ieri ha avuto l’immediato effetto di deprezzare la divisa nazionale sullo yen giapponese, con i relativi effetti ribassisti sulle azioni quotate a Tokyo.
Al momento un dollaro vale 6.5273 yuan, con la moneta cinese in calo dello 0,16%; allo stesso tempo essa si sta rafforzando sullo yen dello 0,21%, che al momento vale 0.057127 yuan.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.