CETA: Belgio si oppone all’accordo di libero scambio tra Ue e Canada
Il parlamento della Vallonia, la regione francofona del Belgio, ha bloccato il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, intralciando i lavori del summit di Bruxelles sul tema. Poco prima della mezzanotte, il capo del governo della regione, Paul Magnette, ha fatto sapere che il CETA è stato sì migliorato con le diverse dichiarazioni interpretative che la Commissione europea – di comune accordo con il Canada – ha aggiunto all’accordo, ma che questo comunque non è abbastanza, perché “è insufficiente a rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Vallonia”.
Intanto a Bruxelles il premier britannico Theresa May ha dichiarato che vorrebbe che si firmasse il miglior accordo di libero scambio di beni e servizi possibile con il mercato europeo. In quest’ottica è importante per la leader del Regno Unito che l’Ue firmi il trattato di partnership del CETA con il Canada. Londra non vuole infatti replicare un altro modello che un altro paese ha in rapporto a come avvengono gli scambi con l’Ue.
Â
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.